Fare bene, fa bene! Fare bene, si può!

Le eccellenze italiane si ritrovano nel tricolore.

Roma (Italia), marzo 2021, il Paese è a pezzi dopo oltre un anno di pandemia.

Stress psicologico, chiusi in casa, giovani attaccati a pc, tablet o smartphone per continuare la scuola, economia distrutta, anzi meglio, calpestata.

Milioni di euro spesi in girelli ed in mascherine inutili, contratti con le big-pharma che fanno acqua, una politica attenta solo a se stessa, distante dal popolo, distante dai cittadini, che pensa ad autoreferenziarsi e che invece di concentrarsi sulla risoluzione del problema pandemico, parla di ius soli, di voto ai 16enni, di come attaccare questo o quello, o di come utilizzare “rousseau” per dare potere a chi fino ad oggi ha contribuito ad affossare un Paese già in affanno, tra potenze di fuoco mai viste con un’unica capacità mostrata di saper declinare i verbi al futuro: faremo, daremo, ecc..

Ripresa lunga, complessa, ancora distante.

Eppure, la speranza, c’è!

La speranza è riposta in quegli angeli, che silenziosamente, ma inesorabilmente, ci ricordano che il sorriso, l’educazione, la gentilezza, sono armi che abbiamo tutti e che sono la speranza in un domani, complesso, ma non impossibile.

Ho avuto modo di frequentare il centro vaccinale dell’Ospedale Spallanzani di Roma.

IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma

In quel luogo, l’Italia della polemica, l’Italia dell’egoismo, l’Italia del furbetto: non esiste!

A partire dalle Guardie agli ingressi carrabili, ti salutano col sorriso, ti danno il benvenuto, ti chiedono scusa se debbono farti attendere prima di entrare per evitare assembramenti. Ma questo è “solo” l’ingresso.

Una volta in fila per iniziare l’iter ti fanno accomodare in una tensostruttura riscaldata per poi, dopo pochi minuti, farti entrare in un’altra area per la verifica documentale. Il sorriso – mai di convenienza – ti continua ad accogliere ed avvolgere.

Anche le persone più difficili, con dei caratteri un po’ più ruvidi, vengono ammorbidite dalla dolcezza e dal sorriso.

Si entra poi nell’area vaccinale vera e propria, ti accompagnano, prendendosi cura di te, non ti lasciano mai solo.

Ancora un nuovo controllo dei fogli, quattro occhi (a volte anche sei), sono meglio di due.

Si respira un’aria di massima attenzione, il personale medico ed infermieristico vuole intercettare ogni piccolo segnale, anticipare è la parola d’ordine, ma con molta disinvoltura e tranquillità.

Mai creando tensione o nervosismo.

Tutto fila alla perfezione, consapevoli delle difficoltà che si stanno vivendo, ma certi della riuscita di una campagna vaccinale complessa ed “attaccata” da tutti i fronti esterni, dalla politica, dall’incapacità, dall’interesse personale.

Pur vivendo in questo mare agitato, tutto lo staff sembra lavorare per non farti sentire il trambusto delle onde, lo sanno che ne tu ne loro potete evitarlo.

Dopo le ultime verifiche, ti accompagnano all’uscita dove ti attendono i parenti e gli amici per riaccompagnarti a casa.

Sull’uscio del salone (una volta qui si svolgevano congressi medici…), l’ultima immagine che vedi è il sorriso di quel medico coperto dalla mascherina che non riesce a trattenere il suo sorriso (anche se porta la mascherina, i suoi occhi ti sorridono e non puoi fare a meno di notarlo) mentre ti saluta e ti da appuntamento per il richiamo.

Voglio credere in questa Italia, fatta di donne e di uomini che lavorano col sorriso, che conoscono le difficoltà che stiamo vivendo, ma che le affrontano a testa alta guardando il mostro dall’alto verso il basso, sembrano dire: “virus di merda, qui non passi, ci siamo noi!”

Ospedale Spallanzani di Roma, 21 marzo 2021, l’Italia che funziona esiste, io l’ho vissuta!

Revenue Management del Capitale Umano

Il profitto di un’azienda viene prodotto soprattutto attraverso le Risorse Umane che la raccontano.

La Cornell School of Hotel Administration ha condotto uno studio nel 2012 dove dimostra che la soddisfazione degli ospiti incide direttamente sulle performances finanziarie delle strutture ricettive.

Lo studio condotto dal Prof. Chris Anderson ha fatto emergere il diretto collegamento che intercorre tra il miglioramento della percezione del cliente sul servizio erogato e quindi il miglioramento della reputazione, e il suo impatto diretto sulla tariffa di vendita. 

Da questo punto è nata l’esigenza di misurare ogni aspetto relativo al miglioramento della percezione del cliente, e quindi si misura l’impatto della prima colazione, del prodotto, dei sistemi, del wi-fi, ecc.

Da oggi possiamo misurare anche le soft skills del Capitale Umano attraverso dei semplici assessment erogabili online. 

Gli assessment misurano le 23 capacità che rappresentano le fondamenta delle professioni e delle carriere. 

Il profilo risultante dall’assessment identifica le soft skills che necessitano miglioramento, oltre quindi a fornire una solida base di consapevolezza, il risultato aiuta a definire un piano di auto-miglioramento mirato (eventualmente coadiuvato dall’auto-coaching) al quale possono essere affiancati specifici interventi di formazione e coaching realizzabili anche a distanza.

L’obiettivo è di ottenere un aumento della qualità e quantità dei risultati sul lavoro che ovviamente si riflettono sul cliente che percepisce un servizio più elevato, che si traduce in recensioni migliori che si riflettono in aumento della reputazione, cioè in aumento delle tariffe di vendita, e come ricorda sempre il Prof. Anderson, l’aumento delle tariffe lo riscontriamo sia nella distribuzione online che in quella offline.

Abbiamo identificato dei profili professionali del mondo turistico ricettivo suddividendoli in 3 profili base: 

La consapevolezza del livello delle soft skills, diventa quindi un vantaggio competitivo per le aziende ricettive e per le singole risorse.

FORMAT – ospitalità d’autore, in collaborazione con l’azienda di Lugano TimeToMind SA, presenta in esclusiva mondiale il modello del Revenue Management del Capitale Umano, attraverso il quale si aumenta il vantaggio competitivo della struttura ricettiva.

Riccardo Cocco di FORMAT – ospitalità d’autore

Are We Going Back To The Future?

Durante l’ultimo anno, la pandemia ha messo in discussione le nostre modalità operative e soprattutto ha cancellato il dato del passato, che non aiuta più a valutare i trend del presente.

Stiamo rivedendo completamente la metodologia di applicazione del Revenue Management, identificando i dati che possano concorrere in modo più efficace alle analisi, lasciando sul tavolo quelli che, non più validi, possono essere distorsivi o inefficaci.

Stiamo quindi assistendo ad una rivoluzione nel Revenue Management.

Come in ogni rivoluzione, occorre valutare con attenzione quali siano i comportamenti, le informazioni, i dati che possono essere salvati, ovvero quelli che devono essere eliminati per permettere la crescita, per permettere il progredire della disciplina, dei comportamenti, della conoscenza.

Il comportamento che a tutt’oggi ancora non vede la rivoluzione, è l’analisi del forecast e quindi la vera e corretta proposizione tariffaria per periodi che vanno oltre le due, tre settimane data.

La scorsa settimana, ho avuto modo di avere ospite nell’appuntamento di The Room, l’amico Mirko Lalli, CEO & Founder di The Data Appeal Company, con il quale abbiamo avuto modo di analizzare i trend dei prossimi mesi dell’industria ricettiva.

Source: The Data Appeal Company

La fotografia che ne esce, indica che quanto abbiamo vissuto ed operato nel passato non è servito e non ci ha insegnato nulla.

Il grafico qui sopra (mi scuso per la bassa qualità dell’immagine), mostra nelle colonne blu il numero di prenotazioni effettuate nelle OTA, mentre la linea verde, il trend della tariffa proposta, l’analisi è effettuata nella destinazione Italia.

Il risultato che si evince, è che le prenotazioni arrivano sotto data, circa nelle ultime due, tre settimane data, mentre il trend delle tariffe proposte sul lungo periodo vede una costante crescita, con evidente impoverimento delle conversioni che tendono a scomparire nel lungo periodo.

L’unica cosa certa, attualmente, è che le prenotazioni (le poche prenotazioni) si registrano sotto data a causa dell’incertezza causata dalla pandemia.

La cosa sciocca è che ancora oggi, dopo quanto di negativo abbiamo vissuto, e stiamo ancora vivendo, proponiamo tariffe alte sul lungo periodo, basate su una pressione della domanda incerta e soggetta a mille variabili. Tariffe che saremo di certo costretti ad abbassare quando la booking window raggiungerà le due, tre settimane data.

Ma perché ci comportiamo in questo modo?

Come molto spesso accade, a causa del poco tempo a disposizione, le date che si riescono ad analizzare in modo completo e corretto, difficilmente vanno oltre i trenta, massimo sessanta giorni, e ce ne accorgiamo in quanto non registriamo nessun pick-up, entriamo quindi nella “panic-strategy”.

Analizzare una data, con la mole di informazioni che abbiamo a disposizione, è davvero complesso. La complessità risiede nel collezionare informazioni che provengono da molte fonti diverse e che necessitiamo proporre in modo intellegibile al fine di una più corretta analisi. A volte, poi, ci scordiamo che il calendario non termina il 31 dicembre ma che prosegue inesorabilmente, nel futuro.

Ecco quindi che diverse variabili, si incontrano…anzi, si scontrano.

In genere, nei mesi estivi, le varie OTA, cominciano ad informarci sul fatto che le nostre tariffe non sono aggiornate oltre il 31 dicembre, e questo diventa piano piano un mantra che ci accompagnerà fintanto che, pur di eliminare l’alert, andiamo – quasi scocciati – a popolare di tariffe, “ad minchiam”, tutti i vari calendari, proponendo tariffe Rack, piuttosto che analizzare la possibile domanda, che ci aiuterebbe ad un posizionamento più coerente e corretto.

Arriviamo quindi quasi sotto data, dove accerchiati dal nemico “camere-vuote”, ed applichiamo quindi la “panic-strategy”, abbassando indiscriminatamente le tariffe, cercando in tutti i modi di recuperare il terreno perduto e generando variabili distorsive nel mercato della destinazione.

Source: FORMAT – ospitalità d’autore

Cerchiamo quindi di comprendere quanto importante sia, un corretto approccio al mercato, attraverso delle tecniche base di proposizione tariffaria che tendono, in previsione di “constrained demand”, di posizionarci con una tariffa vendibile che tenderà all’incremento basandosi su previsione dell’occupazione.

Come abbiamo visto, uno dei motivi che ci portano ad un comportamento errato, è dato dall’impossibilità di poter analizzare correttamente ogni singola data futura. Cosa possiamo fare per contrastare questo limite?

Ci possiamo dotare di un Revenue Manager, ci possiamo dotare di un supporto esterno di Revenue Management.

In ogni caso, comunque, sarà necessario dotarsi di un sistema di Revenue Management che semplifichi la raccolta delle informazioni da diverse fonti e che le renda analizzabili in modo intellegibile, magari proponendo una tariffa di vendita per tipologia di camera, per tipologia di occupazione, basandosi sulla proposizione tariffaria del competitive set, sui trend futuri rispetto alla pressione della domanda, sul pick-up quotidiano, sugli eventi nella destinazione, qualsiasi sia la contribuzione che possano avere: positiva o negativa, come ad esempio: OutPerform RMS

OutPerform RMS | Next Gen Opti | HSDS

Affrontiamo quindi il futuro post-pandemia, attraverso una rivoluzione del nostro modo di fare business, guardiamo il passato per imparare dai nostri stessi errori e guardiamo al futuro con la certezza di migliorarci e progredire.

Il nuovo riferimento per l’home staging

Francesca Pardo

Il nuovo anno è iniziato all’insegna dello stile e dell’home design ricercato e di livello.

Il prestigioso magazine internazionale “Beyond The Magazine” racconta l”ultima fatica di Francesca Pardo, raccontando le sue passioni e le sue realizzazioni, un passo in avanti con la creazione del brand “Soffio di Stile”, dedicato all’home staging residenziale ed extra-alberghiero. Qui di seguito, l’intero articolo. Buona lettura…e…Buon Anno Nuovo!

Francesca Pardo – Founder & Owner

Contatti: info@soffiodistile.it

New entry: Oasi Navona

E’ con immenso piacere che diamo il benvenuto nel mondo di FORMAT – ospitalità d’autore al b&b Oasi Navona.

La proprietà ha affidato la sua struttura alla gestione di FORMAT che si avvarrà del suo gruppo di professionisti per ottimizzare i risultati economici e di gradimento della clientela di questa struttura.

Oasi Navona è uno splendido b&b giusto dietro la famosissima Piazza Navona. Un appartamento per due persone dotato di tutti i migliori comfort. Dopo una giornata di visite alle meraviglie della città eterna, il giusto relax nel fantastico loft all’ultimo piano di una palazzina del ‘700 che ti coccola abbracciandoti con la sua spaziosa vasca idromassaggio.

Per prenotazioni o informazioni:

FORMAT – ospitalità d’autore

info@format.host

+39 (06) 95.00.90.87

New entry: Queen Apartments

Un nuovo gruppo entra nel mondo FORMAT – ospitalità d’autore.

Queen Apartments è composto da diverse soluzioni suddivise tra soluzioni individuali ed affittacamere posizionati in modo strategico per rispondere alle esigenze turistiche e residenziali in contesti centrali e periferici.

La proprietà del gruppo, guidata dall’imprenditore Daniele Serangeli, ha affidato a FORMAT il lancio ed il posizionamento delle proprie strutture, unitamente al business development.

RevPAR for dummies!

Revenue Per Available Room (RevPAR) is a metric used in the hospitality industry to measure hotel performance. An increase in a property’s RevPAR means that its average room rate or its occupancy rate is improving. However, an increase in RevPAR does not necessarily mean better performance. [James Chen – investopedia.com]

Uno dei primi indicatori che mi hanno insegnato a tenere sempre sotto osservazione è il RevPAR, ovvero il Revenue per Available Room, o meglio ancora, quanto ogni singola camera in inventario o ogni singolo appartamento produce in termini di fatturato in un periodo di osservazione.

Sempre più spesso, mi capita di leggere che questo indicatore viene male interpretato, soprattutto viene male interpretato quando occorre comprendere se il risultato raggiunto è un risultato positivo ovvero negativo.

La disciplina del Revenue Management, tra le moltitudini di attività che propone, indica a chiare lettere che ogni misurazione che si debba effettuare deve avvenire con il principio “apples with apples“. Non posso misurare, ad esempio, i risultati di un periodo di alta domanda verso un periodo di bassa domanda.

Gli ultimi mesi, hanno messo in discussione tantissime certezze che molti di noi avevano. Queste hanno provato in modo profondo le Nazioni, le Aziende, le Famiglie, i singoli Cittadini.

E’ diffusa ormai, non solo l’opinione, ma, anzi, la certezza, che la misurazione delle performace dell’anno del covid-19 non possa essere considerata attendibile con nessun dato precedente.

Facciamo degli esempi, raggiungendo anche il confine più estremo di questi. Nel 2001 dopo l’attacco alle torri gemelle, passate le prime settimane, le ipotesi, potevano avere un minimo di base in quanto, passata la prima paura, si è provato a non considerare il mercato USA, per capire gli scostamenti e le previsioni.

Nel 2008 con il fallimento della Lehman Brothers, inizia una crisi economica globale. Anche in questo caso, dopo il primo momento di sbandamento del mercato, si sono compresi i cambiamenti delle abitudini di acquisto della clientela, questo ha permesso una misurazione di sicuro non puntuale.

La Pandemia, ed i seguenti lockdown transnazionali, hanno presentato un mondo totalmente diverso, mai visto prima, ma immaginato, se non nei libri della più fervida penna di Stephen King.

Vediamo nel pratico perché il RevPAR non è un KPI (Key Performance Indicator) attualmente valido per comprendere dove e come il mercato odierno possa essere misurato con quanto accaduto lo scorso anno.

Iniziamo con il comprendere cosa è il RevPAR:

RevPAR = Revenue Per Available Room

Il RevPAR in poche parole, misura quanto fatturato ogni singola unità abitativa genera in un determinato periodo (in genere: giorno, mese, anno). Il RevPAR si calcola molto facilmente:

RevPAR = Room Revenue Totale / Numero totale delle Camere in inventario

oppure

RevPAR = Average Room Rate X Percentuale di Occupazione

Da qui comprendiamo che il RevPAR è si un risultato meritevole di misurazione, ma al contempo al variare dei valori che lo calcolano, ovviamente presenta degli scenari che possono indurre in errore:

Apparentemente nell’esempio sopra riportato, il RevPAR non varia affatto, quindi presumibilmente il risultato degli scenari “A” e “B” è uguale, quando in realtà non lo è affatto. L’effetto appena descritto mostra degli scenari plausibili in una situazione di mercato stabile dove, presumibilmente, alcune scelte commerciali hanno influito.

EFFETTI DEL COVID-19

fonte: STR Global

I dati qui sopra, riportano esattamente lo scenario accaduto in questi primi 6 mesi del “covid-19 year”. In parole semplici lo scenario qui sopra mette a confronto il periodo Gennaio-Giugno 2020 verso lo stesso periodo dell’anno precedente. Si evince chiaramente che i due periodi siano di impossibile comparazione tra mele e pere.

Speriamo di aver dato un valido contributo a chi desidera portare avanti il proprio progetto di ospitalità nella conoscenza corretta delle informazioni, riuscendo a comprendere che prima di validare un dato, occorre sempre metterlo in discussione e guardarlo da diverse prospettive, anche il sale a guardarlo può sembrare zucchero, ma andando a fondo nel dato, nell’informazione, si comprende che non è così.

New entry: IREX APARTMENTS

E’ con estrema felicità che salutiamo l’ingresso nel mondo FORMAT – ospitalità d’autore di IREX Apartments, un gruppo di appartamenti unici per design, storia e posizione. Siamo stati chiamati dalla proprietà del gruppo per rilanciare gli appartamenti nella fase di riapertura delle strutture. Un grande progetto che ci permetterà di riposizionare il gruppo nell’offerta cittadina.

Il Revenue Management nell’era post covid-19

Siamo in FASE #2 da qualche giorno, le strutture ricettive hanno l’opportunità di riaprire, e, dopo qualche incomprensione, anche le strutture extra-alberghiere, potranno riaprire.

ERA ORA!

Era ora, si! Ma non c’è domanda!

Ecco quindi che occorre tornare in campo con le attività di Revenue Management, che di sicuro ci permetteranno di intercettare la domanda, in base ai canonici elementi che abbiamo sempre raccolto e sempre studiato:

  • lo storico
  • gli eventi
  • i competitor
  • il mercato

Ops! Ci stiamo rendendo conto che tutto quello su cui basavamo i nostri forecast, non esiste più!

lo storico: non abbiamo nessun dato che possa indicarci dei trend. Si è vero, abbiamo anche iniziato con nuove aperture, ma avevamo qualche indicazione da cui trarre spunto ed indicazione.

gli eventi: per le prossime settimane, forse mesi, non ci saranno eventi che attrarranno domanda nelle nostre destinazioni.

i competitor: anche loro si trovano nel nostro stesso stato di assenza informazioni, assenza indicazioni, probabilmente la cosa più deleteria oggi è proprio basare le nostre strategie su come si muovono i competitor.

il mercato: la pandemia è l’evento più democratico di tutti, ed ha spazzato via qualsiasi domanda interessata alle diverse proposte, dalla casa vacanza all’hotel a 5 stelle, dal campeggio, alla catena internazionale.

Cosa dobbiamo fare allora? Soccombere?

No! Mai!

Proviamo a comprendere cosa è accaduto, cosa sta accadendo e come potremo districarci in questo labirinto che sembra allontanarci sempre più dall’uscita.

Cosa sappiamo:

  • la domanda è crollata nel giro di poche settimane;
  • abbiamo ricevuto decine, se non centinaia, di cancellazioni;
  • le OTA non si sono comportate benissimo nei nostri confronti;
  • le frontiere sono ancora chiuse;
  • non tutte le nazioni hanno lo stesso timing di convivenza con il problema;
  • le “fake news” aumentano a dismisura la confusione;
  • l’incertezza è globale ed indistinta.

Cosa sappiamo di NON dover fare:

  • diminuire le tariffe di vendita, sappiamo che la leva del prezzo non genera nuova domanda, ancor di più in frangenti come questo che stiamo vivendo;
  • non dobbiamo essere irremovibili con i clienti, sono quelli che ci hanno scelto per la loro vacanza, non generiamo conflitti inutili. Cerchiamo insieme la soluzione più adatta ad ogni singola situazione;
  • cerchiamo di riequilibrare i rapporti con le OTA. Eliminarle del tutto non è una soluzione, collaborare con contratti equilibrati sarà di beneficio per tutti.
  • non commettiamo l’errore di “attendere”, restiamo informati e cerchiamo informazioni rispetto ad ogni singolo segnale che possa avere impatto nei movimenti turistici leisure e business;
  • seguiamo con attenzione le indicazioni di tutte le nazioni che nel tempo hanno costituito il nostro mix di nazionalità.
  • verifichiamo l’attendibilità di ogni notizia, e se abbiamo anche un lontano dubbio sulla veridicità, asteniamoci dal rilanciarle, evitiamo di essere ulteriore propellente per la diffusione di confusione;
  • cerchiamo di infondere tranquillità, certezza e serietà, ma con spirito leggero, quello che ci contraddistingue come più bravi gestori di accoglienza al mondo.

E allora? Cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo semplicemente lavorare con i segnali che ci pervengono, facendo in modo che il “nostro” cliente li riceva e sappia che siamo qui per accoglierlo nel migliore dei modi, nel rispetto della sua e della nostra salute, nel rispetto di una convivenza che dovrà per forza mutare dei comportamenti, ma che di certo ne amplificherà di nuovi.

Pensiamo ad esempio a quanto è divenuto importante garantire dei livelli di igiene elevati, senza cadere nel baratro delle “sanificazioni contro il covid-19 certificate”.

Allo stato attuale, NON esiste nessun protocollo di sanificazione certificato dal Ministero della Salute. Abbiamo diverse proposte generate da esperti sanitari e esperti di accoglienza, che speriamo vengano presto utilizzate come protocollo ufficiale, ma al momento occorre considerarle come indicazioni.

Ok, bene, abbiamo pulito, sanificato, igienizzato, ma tutto questo gli ospiti lo potranno apprezzare solo una volta che sono arrivati. Come facciamo a instillare fiducia che si possa tramutare in prenotazioni?

Il rapporto di fiducia deve essere stimolato da una o dall’altra parte. Ora tocca a noi!

Comunichiamo ciò che stiamo facendo e che gli ospiti troveranno al loro arrivo, ma utilizziamo parole semplici e non evocative di ambienti ospedalieri, evitiamo fotografie mentre la squadra di sanificazione, modello set del film “Contagion”, si adopera nei suoi servizi.

Evitiamo di sbandierare ai quattro venti lastre di plexiglass, receptionist bardati con maschere guanti e bracci estensibili per prendere o riconsegnare documenti. Raccontiamo, come lo stessimo facendo a nostro figlio, cosa stiamo facendo per la loro e la nostra sicurezza.

Ma c’è un aspetto da non dimenticare, da non tralasciare: la sicurezza di non buttare i soldi!

Ecco il vero messaggio da diffondere:

Se prenoti la mia struttura, i tuoi soldi sono al sicuro, e se per qualche motivo non potrai più venire, i tuoi soldi ti verranno rimborsati!

Questo è un messaggio bomba!

Stai raccontando all’ospite cosa stai facendo nella struttura per la sicurezza della salute, e gli stai dicendo di venire a provare quanto stai facendo, senza nessun rischio, se non potrà più venire, sarà rimborsato.

Ad oggi, molte compagnie assicurative permettono di assicurare il viaggio, ma spessissimo ci troviamo a sbattere contro dei muri di infinite postille, di decine di fogli da firmare, senza poi sapere, nel caso di necessità, a chi doversi rivolgere.

Oggi è tutto più semplice, basta soltanto sottoscrivere l’accordo BeSafe Rate, senza nessun costo!

BeSafe Rate è la rivoluzionaria tariffa che include l’assicurazione, il tuo ospite sarà quindi tranquillo di acquistare un prodotto che gli garantisce il rimborso nel caso di impossibilità di usufruire della prenotazione, ma garantisce anche te albergatore o host, si hai capito benissimo, garantisce anche te!

La tariffa BeSafe Rate è una tariffa ad immediato incasso da parte della struttura, e rimborsabile nei casi previsti da parte dell’ospite. Quindi la risposta a molteplici quesiti che ci poniamo in genere, ma ancor di più e la risposta ai quesiti che ci siamo posti in questi giorni, dove le OTA si sono spesso girate di spalle.

Seguendo questo link, potrai scoprire tutti i vantaggi per la struttura e tutti i vantaggi che saranno a disposizione dei tuoi ospiti che vedranno il vero vantaggio competitivo nello sceglierti.

Non tralasciamo anche altri aspetti fondamentali della tariffa BeSafe Rate: è un fortissimo incentivo per la prenotazione diretta, in quanto vendibile on e off line tramite i propri canali diretti, e soprattutto non impegna nessun tipo di sforzo in caso di rimborso in quanto lo staff di BeSafe Rate segue tutte le fasi direttamente con la clientela.

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