Pubblicato il Lascia un commento

L’insostenibile utilità del politically correct!

Dopo la breve parentesi da Commissari Tecnici della nazionale di calcio, vista l’eliminazione dai mondiali, ecco che occorre immediatamente trovare una nuova occupazione all’Italico cittadino.

Quale migliore tema, se non quello creato da Will Smith alla cerimonia di consegna degli Academy Awards, quando, ascoltando una pessima battuta di un umorismo greve del conduttore Chris Rock (ed il tizio non è nuovo a queste uscite ingrate), Will Smith si alza e da uno schiaffo al conduttore, dichiarando ad alta voce di non utilizzare il nome della moglie.

fonte: TGCOM24

Assistiamo quindi alla creazione di due fazioni pro e contro la reazione di Will Smith.

Ecco ricordiamoci per un attimo la parola “reazione”.

Ho letto di molti che si sono scagliati contro quanto Smith ha fatto, giudicandolo un comportamento violento da condannare.

Bene!

Partiamo da un presupposto:

Odio la violenza !

Odio la violenza verbale, comportamentale, psicologica, manesca, armata

e qualsiasi altra forma di violenza possa esistere.

Riccardo Cocco

Detto questo, la violenza con la quale Chris Rock ha aggredito la Sig.ra Smith, è passata sottotono, sovrastata dalla forte reazione di Will Smith.

Will Smith, era beatamente seduto in platea, quando il conduttore dello spettacolo ha aggredito verbalmente la moglie prendendosi gioco di lei utilizzando una forte debolezza della stessa che è la malattia di cui soffre: l’alopecia.

Fonte: Novella 2000

Will ha quindi reagito all’aggressione subita (se aggrediscono mia moglie o un mio congiunto, aggrediscono me!), forse con una reazione spropositata, ma ha reagito ad un’aggressione. Difendendo sua moglie, in una posizione di debolezza rispetto all’aggressore, Will Smith non ha fatto altro che difendere il “mondo della sua famiglia” e delle sue debolezze da un attacco inaspettato, inopportuno e gratuito.

Moltissimi, a partire dalla Sig.ra Lucarelli, hanno pubblicamente dichiarato il dissenso verso il comportamento di Will Smith. Ovvero dichiarano il dissenso nella reazione di qualcuno che viene aggredito nel suo privato.

Mi domando come mai, gli stessi, condannano l’aggressione della Russia verso l’Ucraina.

L’Ucraina, in una posizione di debolezza, ha subito un’aggressione dalla Russia, e sta avendo una reazione alla primaria azione dell’aggressore Russo, ma nel caso di Will Smith tutti a difendere l’aggressore, quindi due pesi e due misure.

Come dicevo all’inizio, odio la violenza a 360°. Odio la violenza verbale, comportamentale, psicologica, manesca, armata e qualsiasi altra forma di violenza possa esistere. Sono contro l’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, così come sono contro l’aggressione di Chris Rock nei confronti della Sig.ra Smith.

Le reazioni alle azioni iniziali, benché possano diventare spropositate, sono sempre reazioni stimolate da un comportamento subito.

Dovremmo imparare a non utilizzare due pesi e due misure e soprattutto non nasconderci dietro a quel “politically correct” che tutto è meno che corretto e rispettoso nei confronti degli esseri umani. Avere un proprio pensiero, una propria idea e posizione, anche in contrasto con il prossimo, non è uno “sbaglio”, è la testimonianza che gli esseri umani (almeno alcuni) hanno ancora la capacità critica rispetto al comportamento del gregge che, troppo spesso ormai, è più diffuso del primo.

Pubblicato il Lascia un commento

Come battere la concorrenza da una piattaforma petrolifera!

Sempre più spesso, sia i clienti che gli studenti mi chiedono come affrontare la concorrenza.

La paura della concorrenza ingenera reazioni, a volte di pancia, che creano molti problemi alla struttura stessa, ed alla destinazione.

Come molte volte ricordato, la disciplina del Revenue Management non è legata solo alla dinamicità tariffaria, ma parta da molto prima, ovvero parte dalla creazione del prodotto.

Riuscire a comprendere le peculiarità della struttura ricettiva ed essere in grado di trasferire queste competenze distintive al nostro ospite target, è il vero nodo da sciogliere.

Scopriremmo che, nella maggior parte dei casi, non si è mai vissuto il processo di identificazione delle unicità, non si conosce la tipologia di clientela a cui ci stiamo rivolgendo. Infatti, nella maggior parte dei casi, il prodotto che si è creato è un prodotto molto generalista e destinato ad un’ospite trasversale, un prodotto semplicemente senza carattere.

Sarebbe interessante scoprire quanti dei lettori di questo articolo hanno ben impressa in mente la propria competenza distintiva e quanti la comunicano alla propria clientela.

Ciò che invece dovremmo aver ben chiaro in mente che, oggi più che mai, la specializzazione diretta alla soddisfazione delle esigenze di una nicchia di mercato è la reale formula magica che ci può permettere di eccellere in un mercato sempre più effervescente ed esigente rispetto a singole peculiarità espresse dalle nicchie.

Ma attenzione!

Nessuno ci regala nulla!

Una volta identificata la nostra nicchia di mercato, dobbiamo essere capaci di rispondere alle esigenze di questa clientela al 100%, non possiamo disattendere le sue aspettative, che in caso contrario, non avrebbe pietà nell’abbandonarci immediatamente.  

Quando ci troviamo in difficoltà, cerchiamo di immedesimarci con Mr. Richard Neal che ha il nostro stesso problema ogni giorno, il posizionamento commerciale della sua struttura, una piattaforma petrolifera dismessa a circa 54 Km di distanza dalla terra ferma in North Carolina (US), in acque internazionali.

Struttura di 1 stella, 8 Camere, 11 posti letto, pacchetti settimanali da 1.500 Euro a persona.

La formula magica è quindi:

Prodotto +

Clientela target +

Conoscenza completa delle esigenze e delle abitudini della clientela target +

= Successo

Pubblicato il 4 commenti

L’italica arte del lamento alla ricerca di un colpevole.

Questi anni di pandemia ci hanno insegnato, o almeno avremmo dovuto imparare, che nessun settore economico è impermeabile agli eventi.

Abbiamo imparato, con milioni di ore di dirette internet e webinar (e mi ci metto anche io con le mie) che il mondo è cambiato, ciò che abbiamo lasciato nel 2020 non è più attuale, non è replicabile, è storia!

Ma così come le migliori tradizioni, difficilmente si dimenticano alcune abitudini (che certi personaggi vogliono far passare come “confort zone”), anche la tradizione del lamentoso guaito e della spasmodica ricerca di un colpevole non ha perso la sua forza dirompente e “sfragola-gonadi”.

È qualche giorno che leggo in alcuni post il lamento di albergatori spiaggiati, di gestori ancorati al passato, di professionisti disillusi che, a forza di pacche sulle spalle l’un l’altro, godono immensamente nel cercare tra di loro chi è più bravo a tirare fuori numeri, prospettive e scenari catastrofici.

Ecco, io sono stanco di questo! Allora leggendo questi commenti mi sono ricordato di un film degli anni ’70 “Quinto Potere” dove l’anchorman Howard Beale nel suo migliore speech televisivo ricordava a tutti che se avessero voluto che qualcosa cambiasse dovevano in quel medesimo momento alzarsi aprire la finestra e gridare a squarciagola:


“Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!”

Si! Non accetterò più di piangermi addosso, non accetterò più le negatività tese all’autodistruzione. Piangersi addosso è solo la scusa per non fare, la scusa per restare nel passato: “abbiamo fatto sempre così!”.

Vogliamo essere gli artefici del nostro futuro? Allora: “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!

La tendenza della domanda a Roma sta registrando una spinta positiva che indica ad una lenta, ma costante ripresa. Come tutti auspicavamo ed immaginavamo, le persone dopo 2 anni di segregazione nelle proprie case, nelle proprie città hanno voglia di ripartire, di viaggiare.

Il “bisogno” la “necessità” dell’essere umano, così come descritto da Maslow e nella sua accezione più moderna indica che tra i bisogni secondari, c’è quello di viaggiare.

Partendo da questo presupposto, viene alla luce la necessità oggettiva di un cambiamento rispetto all’offerta turistica conosciuta fino ad oggi (ad esempio della città di Roma), alla quale unire la conoscenza del mercato, dei mercati, di riferimento, che deve guidare le scelte individuali di azienda e più ampiamente le scelte di Governo delle destinazioni a ideare, creare e realizzare le risposte alle esigenze del turista, del viaggiatore.

Ancor prima di questo, mi piacerebbe, che l’italica arte del lamento alla ricerca di un colpevole, mutasse in consapevolezza delle nostre capacità delle nostre competenze, mutasse in consapevolezza della potenza turistica che il nostro bistrattato stivale ci regala ogni giorno e che milioni di turisti di viaggiatori, ambiscono a visitare almeno una volta nella loro vita.

I voli Alitalia di un tempo, si concludevano con una parola: “Arrivederci”. Cominciamo da qui cambiamo la parola ed iniziamo ad utilizzare:

Proviamo ad analizzare cosa è accaduto dal 1° gennaio al 16 marzo di quest’anno, come vediamo qui di seguito, il comportamento del prezzo su tutta la destinazione “Roma” è rimasto più o meno stabile segnando una tendenza di continuità.

Vediamo però, contrariamente al lamento ricorrente, che la tendenza della domanda disegna una linea in crescita costante, di certo lontana dai valori che avevamo imparato a conoscere, ma pur sempre in crescita.

Se imparassimo tutti a guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, invece che mezzo vuoto, mantenendo sempre i piedi ben ancorati al terreno, diventeremmo persone, professionisti, imprenditori, cittadini migliori.

Benvenuti nel mio obiettivo post pandemia!

Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!