New entry: Queen Apartments

Un nuovo gruppo entra nel mondo FORMAT – ospitalità d’autore.

Queen Apartments è composto da diverse soluzioni suddivise tra soluzioni individuali ed affittacamere posizionati in modo strategico per rispondere alle esigenze turistiche e residenziali in contesti centrali e periferici.

La proprietà del gruppo, guidata dall’imprenditore Daniele Serangeli, ha affidato a FORMAT il lancio ed il posizionamento delle proprie strutture, unitamente al business development.

RevPAR for dummies!

Revenue Per Available Room (RevPAR) is a metric used in the hospitality industry to measure hotel performance. An increase in a property’s RevPAR means that its average room rate or its occupancy rate is improving. However, an increase in RevPAR does not necessarily mean better performance. [James Chen – investopedia.com]

Uno dei primi indicatori che mi hanno insegnato a tenere sempre sotto osservazione è il RevPAR, ovvero il Revenue per Available Room, o meglio ancora, quanto ogni singola camera in inventario o ogni singolo appartamento produce in termini di fatturato in un periodo di osservazione.

Sempre più spesso, mi capita di leggere che questo indicatore viene male interpretato, soprattutto viene male interpretato quando occorre comprendere se il risultato raggiunto è un risultato positivo ovvero negativo.

La disciplina del Revenue Management, tra le moltitudini di attività che propone, indica a chiare lettere che ogni misurazione che si debba effettuare deve avvenire con il principio “apples with apples“. Non posso misurare, ad esempio, i risultati di un periodo di alta domanda verso un periodo di bassa domanda.

Gli ultimi mesi, hanno messo in discussione tantissime certezze che molti di noi avevano. Queste hanno provato in modo profondo le Nazioni, le Aziende, le Famiglie, i singoli Cittadini.

E’ diffusa ormai, non solo l’opinione, ma, anzi, la certezza, che la misurazione delle performace dell’anno del covid-19 non possa essere considerata attendibile con nessun dato precedente.

Facciamo degli esempi, raggiungendo anche il confine più estremo di questi. Nel 2001 dopo l’attacco alle torri gemelle, passate le prime settimane, le ipotesi, potevano avere un minimo di base in quanto, passata la prima paura, si è provato a non considerare il mercato USA, per capire gli scostamenti e le previsioni.

Nel 2008 con il fallimento della Lehman Brothers, inizia una crisi economica globale. Anche in questo caso, dopo il primo momento di sbandamento del mercato, si sono compresi i cambiamenti delle abitudini di acquisto della clientela, questo ha permesso una misurazione di sicuro non puntuale.

La Pandemia, ed i seguenti lockdown transnazionali, hanno presentato un mondo totalmente diverso, mai visto prima, ma immaginato, se non nei libri della più fervida penna di Stephen King.

Vediamo nel pratico perché il RevPAR non è un KPI (Key Performance Indicator) attualmente valido per comprendere dove e come il mercato odierno possa essere misurato con quanto accaduto lo scorso anno.

Iniziamo con il comprendere cosa è il RevPAR:

RevPAR = Revenue Per Available Room

Il RevPAR in poche parole, misura quanto fatturato ogni singola unità abitativa genera in un determinato periodo (in genere: giorno, mese, anno). Il RevPAR si calcola molto facilmente:

RevPAR = Room Revenue Totale / Numero totale delle Camere in inventario

oppure

RevPAR = Average Room Rate X Percentuale di Occupazione

Da qui comprendiamo che il RevPAR è si un risultato meritevole di misurazione, ma al contempo al variare dei valori che lo calcolano, ovviamente presenta degli scenari che possono indurre in errore:

Apparentemente nell’esempio sopra riportato, il RevPAR non varia affatto, quindi presumibilmente il risultato degli scenari “A” e “B” è uguale, quando in realtà non lo è affatto. L’effetto appena descritto mostra degli scenari plausibili in una situazione di mercato stabile dove, presumibilmente, alcune scelte commerciali hanno influito.

EFFETTI DEL COVID-19

fonte: STR Global

I dati qui sopra, riportano esattamente lo scenario accaduto in questi primi 6 mesi del “covid-19 year”. In parole semplici lo scenario qui sopra mette a confronto il periodo Gennaio-Giugno 2020 verso lo stesso periodo dell’anno precedente. Si evince chiaramente che i due periodi siano di impossibile comparazione tra mele e pere.

Speriamo di aver dato un valido contributo a chi desidera portare avanti il proprio progetto di ospitalità nella conoscenza corretta delle informazioni, riuscendo a comprendere che prima di validare un dato, occorre sempre metterlo in discussione e guardarlo da diverse prospettive, anche il sale a guardarlo può sembrare zucchero, ma andando a fondo nel dato, nell’informazione, si comprende che non è così.

New entry: IREX APARTMENTS

E’ con estrema felicità che salutiamo l’ingresso nel mondo FORMAT – ospitalità d’autore di IREX Apartments, un gruppo di appartamenti unici per design, storia e posizione. Siamo stati chiamati dalla proprietà del gruppo per rilanciare gli appartamenti nella fase di riapertura delle strutture. Un grande progetto che ci permetterà di riposizionare il gruppo nell’offerta cittadina.

Il Revenue Management nell’era post covid-19

Siamo in FASE #2 da qualche giorno, le strutture ricettive hanno l’opportunità di riaprire, e, dopo qualche incomprensione, anche le strutture extra-alberghiere, potranno riaprire.

ERA ORA!

Era ora, si! Ma non c’è domanda!

Ecco quindi che occorre tornare in campo con le attività di Revenue Management, che di sicuro ci permetteranno di intercettare la domanda, in base ai canonici elementi che abbiamo sempre raccolto e sempre studiato:

  • lo storico
  • gli eventi
  • i competitor
  • il mercato

Ops! Ci stiamo rendendo conto che tutto quello su cui basavamo i nostri forecast, non esiste più!

lo storico: non abbiamo nessun dato che possa indicarci dei trend. Si è vero, abbiamo anche iniziato con nuove aperture, ma avevamo qualche indicazione da cui trarre spunto ed indicazione.

gli eventi: per le prossime settimane, forse mesi, non ci saranno eventi che attrarranno domanda nelle nostre destinazioni.

i competitor: anche loro si trovano nel nostro stesso stato di assenza informazioni, assenza indicazioni, probabilmente la cosa più deleteria oggi è proprio basare le nostre strategie su come si muovono i competitor.

il mercato: la pandemia è l’evento più democratico di tutti, ed ha spazzato via qualsiasi domanda interessata alle diverse proposte, dalla casa vacanza all’hotel a 5 stelle, dal campeggio, alla catena internazionale.

Cosa dobbiamo fare allora? Soccombere?

No! Mai!

Proviamo a comprendere cosa è accaduto, cosa sta accadendo e come potremo districarci in questo labirinto che sembra allontanarci sempre più dall’uscita.

Cosa sappiamo:

  • la domanda è crollata nel giro di poche settimane;
  • abbiamo ricevuto decine, se non centinaia, di cancellazioni;
  • le OTA non si sono comportate benissimo nei nostri confronti;
  • le frontiere sono ancora chiuse;
  • non tutte le nazioni hanno lo stesso timing di convivenza con il problema;
  • le “fake news” aumentano a dismisura la confusione;
  • l’incertezza è globale ed indistinta.

Cosa sappiamo di NON dover fare:

  • diminuire le tariffe di vendita, sappiamo che la leva del prezzo non genera nuova domanda, ancor di più in frangenti come questo che stiamo vivendo;
  • non dobbiamo essere irremovibili con i clienti, sono quelli che ci hanno scelto per la loro vacanza, non generiamo conflitti inutili. Cerchiamo insieme la soluzione più adatta ad ogni singola situazione;
  • cerchiamo di riequilibrare i rapporti con le OTA. Eliminarle del tutto non è una soluzione, collaborare con contratti equilibrati sarà di beneficio per tutti.
  • non commettiamo l’errore di “attendere”, restiamo informati e cerchiamo informazioni rispetto ad ogni singolo segnale che possa avere impatto nei movimenti turistici leisure e business;
  • seguiamo con attenzione le indicazioni di tutte le nazioni che nel tempo hanno costituito il nostro mix di nazionalità.
  • verifichiamo l’attendibilità di ogni notizia, e se abbiamo anche un lontano dubbio sulla veridicità, asteniamoci dal rilanciarle, evitiamo di essere ulteriore propellente per la diffusione di confusione;
  • cerchiamo di infondere tranquillità, certezza e serietà, ma con spirito leggero, quello che ci contraddistingue come più bravi gestori di accoglienza al mondo.

E allora? Cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo semplicemente lavorare con i segnali che ci pervengono, facendo in modo che il “nostro” cliente li riceva e sappia che siamo qui per accoglierlo nel migliore dei modi, nel rispetto della sua e della nostra salute, nel rispetto di una convivenza che dovrà per forza mutare dei comportamenti, ma che di certo ne amplificherà di nuovi.

Pensiamo ad esempio a quanto è divenuto importante garantire dei livelli di igiene elevati, senza cadere nel baratro delle “sanificazioni contro il covid-19 certificate”.

Allo stato attuale, NON esiste nessun protocollo di sanificazione certificato dal Ministero della Salute. Abbiamo diverse proposte generate da esperti sanitari e esperti di accoglienza, che speriamo vengano presto utilizzate come protocollo ufficiale, ma al momento occorre considerarle come indicazioni.

Ok, bene, abbiamo pulito, sanificato, igienizzato, ma tutto questo gli ospiti lo potranno apprezzare solo una volta che sono arrivati. Come facciamo a instillare fiducia che si possa tramutare in prenotazioni?

Il rapporto di fiducia deve essere stimolato da una o dall’altra parte. Ora tocca a noi!

Comunichiamo ciò che stiamo facendo e che gli ospiti troveranno al loro arrivo, ma utilizziamo parole semplici e non evocative di ambienti ospedalieri, evitiamo fotografie mentre la squadra di sanificazione, modello set del film “Contagion”, si adopera nei suoi servizi.

Evitiamo di sbandierare ai quattro venti lastre di plexiglass, receptionist bardati con maschere guanti e bracci estensibili per prendere o riconsegnare documenti. Raccontiamo, come lo stessimo facendo a nostro figlio, cosa stiamo facendo per la loro e la nostra sicurezza.

Ma c’è un aspetto da non dimenticare, da non tralasciare: la sicurezza di non buttare i soldi!

Ecco il vero messaggio da diffondere:

Se prenoti la mia struttura, i tuoi soldi sono al sicuro, e se per qualche motivo non potrai più venire, i tuoi soldi ti verranno rimborsati!

Questo è un messaggio bomba!

Stai raccontando all’ospite cosa stai facendo nella struttura per la sicurezza della salute, e gli stai dicendo di venire a provare quanto stai facendo, senza nessun rischio, se non potrà più venire, sarà rimborsato.

Ad oggi, molte compagnie assicurative permettono di assicurare il viaggio, ma spessissimo ci troviamo a sbattere contro dei muri di infinite postille, di decine di fogli da firmare, senza poi sapere, nel caso di necessità, a chi doversi rivolgere.

Oggi è tutto più semplice, basta soltanto sottoscrivere l’accordo BeSafe Rate, senza nessun costo!

BeSafe Rate è la rivoluzionaria tariffa che include l’assicurazione, il tuo ospite sarà quindi tranquillo di acquistare un prodotto che gli garantisce il rimborso nel caso di impossibilità di usufruire della prenotazione, ma garantisce anche te albergatore o host, si hai capito benissimo, garantisce anche te!

La tariffa BeSafe Rate è una tariffa ad immediato incasso da parte della struttura, e rimborsabile nei casi previsti da parte dell’ospite. Quindi la risposta a molteplici quesiti che ci poniamo in genere, ma ancor di più e la risposta ai quesiti che ci siamo posti in questi giorni, dove le OTA si sono spesso girate di spalle.

Seguendo questo link, potrai scoprire tutti i vantaggi per la struttura e tutti i vantaggi che saranno a disposizione dei tuoi ospiti che vedranno il vero vantaggio competitivo nello sceglierti.

Non tralasciamo anche altri aspetti fondamentali della tariffa BeSafe Rate: è un fortissimo incentivo per la prenotazione diretta, in quanto vendibile on e off line tramite i propri canali diretti, e soprattutto non impegna nessun tipo di sforzo in caso di rimborso in quanto lo staff di BeSafe Rate segue tutte le fasi direttamente con la clientela.

AFFILIATI SUBITO

Il sadomasochismo dell’era moderna

Il Marchese De Sade

Anche il Marchese De Sade, ne avrebbe oggi le palle piene!

Oggi 4 maggio 2020 inizia la fase 2 del contrasto alla diffusione del corona virus.

Siamo tempestati ovunque da notizie catastrofiche, i bicchieri sono tutti mezzi vuoti, giornali che titolano “se il virus torna, chiudiamo”. In pratica siamo una massa di pecore deficienti da indirizzare, ovvero, questo è quello che vogliono farci credere.

Da una diversa prospettiva, però, siamo un Paese, un Popolo, che sguazza nella goduria di voler a tutti i costi condividere le proprie frustrazioni con il prossimo, alla disperata ricerca di ingigantire la percezione negativa altrui, al fine di sentirsi fintamente più “sollevati” e “fortunati” di coloro i quali abbiamo distrutto ogni possibile margine di sogno e di speranza.

Anche nel nostro settore, il turismo, c’è molta confusione e soprattutto incapacità di capire e di comprendere quali siano le vere strategie da porre in essere, le azioni da impostare, le decisioni da prendere.

Leggiamo oggi: “Finché non ci sarà la libera circolazione delle persone non ci saranno vacanze. Non è il momento delle campagne pubblicitarie, bisogna accendere la scintilla nel sistema con soluzioni pratiche”.

Un vademecum altalenante nelle sue dissertazioni che passa da scenari catastrofici a possibili panacee apparentemente risolutive.

Iniziamo dalla bacchettata: “non è il momento delle campagne pubblicitarie”. Ci suggerisce quindi un’attesa attenta nella nostra piccola trincea, pronti a scatenare l’inferno nel momento in cui si vedrà una freccia infuocata solcare i cieli dei mercati pronti alla ripartenza. Peccato che Massimo Decimo Meridio, non sia alla guida delle nostre aziende!

Passiamo alla causa: “non c’è domanda”. Oh cacchio! Non ce ne eravamo accorti, eravamo distratti a guardare i grafici della Protezione Civile.

Veniamo alla soluzione: “L’unica chance che abbiamo sul lato della domanda è quella dei voucher: compri oggi consumi quando vuoi.” In pratica ci viene data la stessa risposta/soluzione che lo studente di Don Milani diede alla domanda:

Cosa è per te la Scuola?

“Sarà sempre meglio della merda.”

In realtà lo scenario, a mio avviso è molto diverso. Nel caso dello studente, la sua risposta indicava la sua preferenza nei confronti della scuola verso la “sconcimatura della stalla a trentasei mucche”. Nel nostro caso, la percezione è che siano finite le idee e la creatività.

Siamo stati per decenni bombardati da tecniche sempre più raffinate di comunicazione e di influenza sulle decisioni del mercato, siamo stati capaci di indirizzare la domanda, dove meglio reagiva, siamo stati capaci di creare un paffuto e rosso Babbo Natale, per pubblicizzare una bevanda zuccherata. Siamo stati capaci di creare dei bisogni nel mercato dando delle risposte ancor prima che il mercato fosse consapevole della sua esigenza, abbiamo creato il Walkman ed il mondo si è successivamente reso conto di averne un’estrema esigenza, abbiamo creato orologi di plastica svizzeri che hanno avuto la meglio su orologi meccanici sempre svizzeri. In pratica siamo stati capaci di indirizzare a piacimento gli interessi di mercati esistenti e di mercati da creare.

Non ci soffermeremo nell’analisi del voucher, abbiamo già espresso delle enormi perplessità, ma ancor di più ancora non abbiamo le linee guida e le indicazioni, attendiamo quindi queste per poi esprimerci.

Ci soffermiamo sull’indicazione principale che leggiamo nell’articolo: “Le campagne pubblicitarie servono a promuovere il prodotto su un mercato, ma in questo momento non c’è nessun mercato, da nessuna parte del mondo.”

Caspita! Che dire ha ragione! Non c’è mercato quindi dobbiamo aspettare…aspettare…aspettare. Ma, un momento! Il mercato in realtà c’è! Quello che manca è la domanda. E la domanda è assente per imposizione: paura, lockdown, blocco del traffico aereo e delle frontiere. Non per volontà o ancor peggio per un “prodotto” non necessario al mercato di riferimento. Ma allora?

Non è che forse c’è qualcosa che possiamo fare? Ma si, dai, certo che c’è!

Prendiamo i dati che abbiamo:

  • Il mercato c’è;
  • Non può esaudire l’esigenza della vacanza per:
    • Paura
    • Lockdown
    • Blocco del traffico aereo e delle frontiere
  • Data ipotetica (ci si sta lavorando) di riapertura del traffico europeo (fonte Ministro Franceschini) 1 luglio

Partendo da questi 3 dati, credo che siamo di molto più ricchi di quei ragazzi di Cupertino che hanno creato nel mondo l’esigenza di vivere “Apple”, loro non avevano mercato, ed il mercato a cui si sarebbero rivolti, non sapeva di avere quel bisogno. Avevano però la data!

Si i ragazzi di Cupertino hanno basato la loro strategia di vendita sul marketing dell’attesa, cercando di far trapelare solo notizie controllate, e alla data: BOOM! Arriva il prodotto, iniziano le file per cercare di accaparrarsi per primi quel prodotto.

E allora ecco che, tutto d’un tratto il castello di carte terroristico crolla, stare fermi ora? Beh lasciamolo fare agli altri. Ora è il momento di stimolare l’immaginario del nostro mercato “sopito”, ora è il momento di comunicare come stiamo preparando le nostre strutture, i nostri ristoranti, i nostri bar, i nostri musei.

Ora è il momento!

Ora è il momento giusto!

IL TURISMO NEL PERIODO DEL CORONAVIRUS

Dallo spunto di un tema scolastico, nasce l’articolo di Melissa, una fotografia puntuale dal punto di osservazione di una giovane ragazza che si sta affacciando al mondo del turismo. Buona lettura!

Da qualche mese ormai, stiamo vivendo una situazione senza precedenti, la scoperta e la lotta contro il “Coronavirus”, che è stato dichiarato dall’organizzazione mondiale della sanità una vera e propria pandemia.

Questo è un “virus bastardo” altamente contagioso, che sta uccidendo ogni giorno migliaia di persone di tutte le età, ma soprattutto gli anziani che sono la memoria della nostra civiltà.

Il virus oltre le vite umane, sta mettendo a dura prova l’economia mondiale. 

L’Italia, il nostro paese, è una delle più ambite destinazioni turistiche al mondo, per la bellezza dei luoghi, il patrimonio storico-culturale ed enogastronomico.

Il turismo è una delle industrie più importanti per l’economia dell’Italia.

Le strutture ricettive in generale, sono state le prime ad essere colpite da questa pandemia. 

In un primo momento i vari governi, hanno chiuso le tratte aeree, e ciò ha comportato la richiesta di cancellazioni di soggiorni da parte dei turisti, in parte per impossibilità di arrivare e in parte perché impauriti dalla situazione.

In pochissime settimane questo “tsunami” di cancellazioni ha provocato la distruzione della programmazione turistica di molti mesi.

Nel mese di marzo, il virus si è diffuso prepotentemente in Italia partendo dal Nord, ciò ha comportato anche il blocco del turismo domestico, con il divieto di circolare, riassunto nell’hashtag #IORESTOACASA.

Prendiamo ad esempio un albergo, al centro di Roma, pronto per affrontare l’inizio dell’alta stagione, quindi con staff e risorse al massimo, che vede la cancellazione del turismo leisure, business e congressuale.

La prima azione effettuata dall’albergo è stata mandare i dipendenti in ferie e bloccare gli ordini delle derrate alimentari.

Alcuni alberghi già approvvigionati hanno deciso di metterle a disposizione per beneficenza e solidarietà.

Da qui, sono poi partiti decreti per la chiusura totale delle strutture ricettive, trasformando in molti casi le ferie in cassa integrazione.

Con l’aumentare dei contagiati, c’è stata la necessità di trovare dei luoghi dove, le persone poste in quarantena potessero trascorrere questo periodo. Alcuni hotel si sono resi disponibili per questa necessità.

L’ondata delle cancellazioni ha compromesso anche i servizi turistici complementari come bar, ristoranti, musei, servizi di trasporto, guide turistiche, siti archeologici, eventi e congressi, agenzie di viaggi e tour operator, che hanno incontrato le stesse difficoltà a livello economico e di personale.

Per capire il dramma che stiamo vivendo basta soffermarsi a guardare le immagini delle nostre città deserte e desolate come mai avremmo potuto mai immaginare.

Le difficoltà che oggi stiamo vivendo ci permetteranno di costruire un futuro migliore, partendo dalla frase della speranza #ANDRÀTUTTOBENE.

Melissa Cocco

Affitti brevi: “Vuoi sapere la procedura?”

Siamo da molti giorni in emergenza, molti di noi non trovando la singola fattispecie compresa nei vari decreti che vengono pubblicati, provano a “farsi giustizia da soli”.

Uno degli ambiti meno trattati, sono gli affitti di immobili ad uso residenziale.

Oltre a non trovare nessun riferimento, soluzione, approccio, mi viene subito da pensare che ci sono molti titolari di Partita IVA che, forse, riceveranno il contributo di 600 euro, che vivono in affitto. Quindi, queste fattispecie per il Governo possono anche morire!

Ma veniamo a qualcosa a noi più vicino: l’affitto di immobili per uso locazione turistica.

Partiamo da un presupposto, nessuno ha colpa di questa pandemia, nessuno deve uscirne essendosi avvantaggiato rispetto all’altro.

Senza voler cedere a tutti i costi in polemiche attualmente inutili, si leggono molti interventi di locatari e di conduttori che sembrerebbe stiano affilando le lame per affrontarsi a singolar tenzone.

Molti Proprietari si lamentano che il Conduttore non può non pagare il canone.

Molti Conduttori si lamentano che il Proprietario non capisce la situazione.

Una situazione come quella attuale non è mai stata affrontata in precedenza, già questo dovrebbe poter indicare una strada ad ambedue i contendenti, soprattutto se l’affitto è legato alla locazione turistica.

Perché non è il caso di andare in guerra per il Conduttore?

Mettersi contro la proprietà potrebbe pregiudicare il proseguimento del rapporto contrattuale e quindi potrebbe indirizzare la proprietà di avvalersi del primo momento possibile per rescindere il contratto.

Perché non è il caso di andare in guerra per il Proprietario?

Soprattutto in questa fase, se il Conduttore lasciasse l’appartamento, la proprietà si troverebbe di fronte alla difficoltà (più realisticamente all’impossibilità) di affittare l’appartamento ad un altro conduttore, soprattutto troverà difficoltà nel conseguire lo stesso canone.

Quindi allo stato attuale non si può prescindere dal contattarsi ed iniziare una negoziazione che permetta al Proprietario di poter onorare eventuali impegni sottoscritti (ad esempio mutui ipotecari, IMU, ecc.), dall’altra parte permetta a Conduttore di avere la possibilità di poter riprendere la locazione breve non appena gli scenari saranno più favorevoli.

La procedura è quindi semplice: alza il telefono e trova un accordo con l’altra parte, concentriamo la guerra contro il virus e facciamo in modo da ricominciare a dare il benvenuto agli ospiti nel più breve tempo possibile!

La più grande vittoria è quella che non richiede alcuna battaglia.

Sun Tsu - L'Arte Della Guerra

Occhio! I “Guri” ci dirigono verso lo sbrago!

Dopo la pandemia di webinar e tutorial su ogni tematica, guardando all’orizzonte, si ipotizza la visione di una flebile luce alla fine del tunnel.

I numeri, sono confortanti, ma non ancora sufficientemente consolidati per essere considerati trend.

Ecco che arriva il freddo ed il gelo a consolidare una situazione già catastrofica.

E come accade normalmente, al termine di un bell’acquazzone, appaiono le prime lumache.

Ecco quindi il riapparire dei “Guri”.

Gli spacciatori di idee geniali, i diffusori di soluzioni eccezionali, si riaffacciano all’orizzonte.

Poveri quegli sprovveduti che, ammaliati dal Cerusico di turno, cadranno nelle sue spire che porteranno a nuove catastrofiche distruzioni.

Le strutture ricettive, anche se al momento sono con il freno a mano tirato ed in grandissime difficoltà di liquidità, non possono permettersi di fermare completamente le macchine.

Occorre quindi programmare, definire, strutturare il futuro. Occorre essere pronti alla ripresa.

Mi capita di leggere che alcuni suggeriscono un’attenzione al prezzo, in termini di stimolo verso un segmento di clientela sensibile a questa leva.

ATTENZIONE!

Non facciamo l’errore di cadere nel turbinio dello “sbrago” tariffario come panacea di un mercato in lenta ripresa.

Mi auguro che si prenda spunto da anni di distruzione del mercato, dove la guerra degli stracci, innescata dall’illusione della leva del prezzo come generatrice di domanda, ha portato il settore al tracollo del prezzo, della qualità, del prodotto, della destinazione.

Dobbiamo quindi prepararci ai nuovi flussi, è di oggi la notizia che il 25% della popolazione britannica, sta prenotando sul lungo termine le vacanze, in previsione della veloce fine della crisi.

Dobbiamo preparare le strutture alla ripartenza, dobbiamo prepararci noi ed i nostri collaboratori alla ripartenza.

Quindi, per il bene del turismo ricettivo, per continuare ad incrementare la nostra quota di responsabilità del PIL, per recuperare l’identità del nostro Paese come destinazione sognata da tutti i viaggiatori nel mondo, per riabilitare le nostre competenze e capacità di accoglienza, non abbassiamo la guardia e allontaniamo coloro i quali ci ubriacano con l’illusione di incremento dei profitti “sbragando” le tariffe.

Ieri, oggi…é domani!

Per cercare di mantenere la mente in equilibrio e quindi provare ad essere razionali, occorre bilanciare gli “attacchi” esterni (news, social media, debolezze individuali, ecc.), con auto medicina positiva.

Il pensiero razionale, proviene da un approccio asettico alla tematica, vedendo la situazione da una prospettiva esterna.

In questo caso non può esistere un approccio asettico, in quanto tutto siamo coinvolti direttamente.

Occorre quindi, per autodifesa, bilanciare gli stati emotivi con delle forzature.

Occhio alle trappole mentali.

I 3 approcci che si stanno registrando in questi giorni:

– realista: questo status è a rischio di trappola mentale, il realismo, per essere reale deve essere supportato da dati inconfutabili e provabili in diversi stati ambientali;

⁃ pessimista: questo status è molto deleterio e innesca una prospettiva altamente alterata della realtà, è l’anticamera della depressione se non supportato da aiuti individuali od esterni;

⁃ ottimista: questo status è anch’esso pericoloso e a rischio di trappole mentali, in quanto genera stadi di onnipotenza ed altera la realtà del momento e del luogo.

Oggi la vera sfida è bilanciare il proprio status tra quelli appena visti, alimentando la nostra mente costantemente in modo da non soccombere.

18 mesi fa crollava il Ponte Morandi a Genova:

⁃ i realisti prevedevano la sua ricostruzione in almeno 20 anni;

⁃ i pessimisti dicevano che non lo avrebbero mai ricostruito;

⁃ gli ottimisti cercavano strade e percorsi alternativi.

Chi invece è restato con i piedi a terra ha permesso, bilanciando i tre status mentali, di arrivare ad oggi e programmare la sua inaugurazione il prossimo Maggio.

Altro esempio: vediamo cosa accade con la creazione, dal nulla, di posti letto in terapia intensiva, o la creazione di ospedali ad hoc, per rispondere alle esigenze immediate.

Nel nostro lavoro ci hanno insegnato sempre a sorridere, riscopriamo questo meraviglioso atto di rispetto nei nostri confronti e nei confronti di chi ci è vicino.

Restiamo quindi con i piedi ben saldi a terra, preparandoci a costruire il ponte che ci collegherà al futuro!